venerdì 15 settembre 2017

Il POTERE dell'ATTRAZIONE: 5 trucchi psicologici

La vera attrazione, quella che si insidia nella mente, che ci intriga, che ci emoziona e ci riempie di curiosità va ben oltre l’involucro fisico, un bel viso, uno sguardo, un corpo.


Culturalmente si pensa che tutto ciò che è bello sia anche buono, che chi può vantare un aspetto fisico attraente nasconda anche favolose qualità personali.

Tuttavia, a mano a mano che gli anni passano e accumuliamo esperienza nella vita, ci rendiamo conto che questa correlazione non sempre si verifica e che in realtà è molto più intensa e significativa la possibilità di vivere un altro tipo di attrazione per cui due menti si trovano in armonia per quanto riguarda interessi, valori e progetti.

Oggi vogliamo focalizzarci solo sul “potere dell’attrazione“, quello che può essere allenato giorno dopo giorno e che si basa su una serie di interessanti strategie che tutti possiamo sviluppare.


Ecco, quindi, cinque trucchi psicologici che vi aiuteranno ad aumentare il potere dell’attrazione.


1. La vera attrazione si trova nella sicurezza personale. Siate autentici!

Le persone sicure di sé sono molto attraenti. Attenzione, però, perché questa sicurezza e fiducia in se stessi non deve mai sfociare in orgoglio o nelle terre del narcisismo. La sicurezza personale più sana è quella per cui una persona conosce le sue virtù e il suo potenziale, ma, a sua volta, è consapevole dei suoi limiti, li riconosce e tenta di migliorarli giorno dopo giorno. D’altra parte, la sicurezza personale si nutre di altre dimensioni di base, essenziali. Tra queste ricordiamo una buona autostima, una buona concezione di sé e sicuramente una certa dose di umiltà che consente di avvicinarci di più agli altri e di essere più accessibili. La vera magia risiede nell’equilibrio tra tutte queste dimensioni.

2. Siate voi stessi, essere diversi dagli altri è un vantaggio da scoprire

In un mondo di persone uguali, il diverso affascina. Spesso, però, si pensa che l’essere diversi comporti l’esclusione, le critiche, l’emarginazione dalla società. Avere un naso aquilino, qualche chilo in più, un viso poco armonioso, essere troppo alti o troppo bassi… Tutti questi aspetti potrebbero far desistere una persona che, quindi, può pensare di non attrarre gli altri. In realtà,tutte queste sfumature vanno accompagnate dalla sicurezza personale. Bisogna sfruttare la vicinanza con gli altri per dimostrare loro che siamo unici, che abbiamo il nostro segno distintivo e che siamo felici di essere come siamo. Impariamo tutti a trarre vantaggio dalle nostre particolarità.

3. Il potere del linguaggio non verbale

L’attrazione comincia con uno sguardo e la capacità di entrare in connessione con gli altri. Inoltre, è necessario imparare a migliorare la postura: braccia e gambe incrociate in maniera serrata danno l’idea di un muro invalicabile invece di suggerire una certa fiducia e complicità. Bisogna variare la gamma dei gesti per mostrare tranquillità. Usate le mani per gesticolare, il sorriso per attrarre, la testa per assentire e mostrare interesse e il corpo per mostrare vicinanza e fiducia.

4. La comunicazione empatica

La persona in grado di mostrare comprensione, che sa ascoltare ed è capace di stabilire un’empatia emotiva e cognitiva esercita, a poco a poco, un grande potere di attrazione. Al contrario, chi ha l’abitudine di parlare sempre di sé con l’idea di “vendersi” solo per finta, esaltando presunte qualità, capacità e favolose abilità, non fa altro che suscitare disagio e distacco. Bisogna, quindi, imparare ad essere comprensivi. Chi sa mostrarsi autentico, chi dimostra un sincero interesse verso la persona che ha davanti, senza però smettere di essere umile, riesce a generare un’elevata e profonda attrazione.

5. Qualcosa di insolito, una sfumatura strana e singolare

Come abbiamo già anticipato, se siete ossessionati dall’idea di adattarvi, di condividere tratti simili al resto delle persone, vi disperderete solo nell’oceano dell’ordinario, senza distinguervi. Se l’obiettivo è attirare l’attenzione, fare in modo di catturare gli sguardi degli altri in una stanza piena di gente, dobbiamo integrare una sfumatura singolare che ci definisca, qualcosa per cui ci ricordino o ci identifichino. Possiamo adottare uno stile originale, tipo “pin up”, avere un taglio di capelli particolare, indossare delle scarpe strane, portare i baffi in un determinato modo, mettere un papillon o vestirci in maniera casual.. Essere originali significa trovare un’armonia tra il proprio modo di essere e il proprio fisico. Non cercate mai di mostrare qualcosa che non corrisponda alla vostra essenza, qualcosa che vi allontani dalla vostra identità.


In conclusione, bisogna avere ben chiaro che queste due dimensioni possono e devono combaciare.


Tutto dipende dalla conoscenza di sé. In altre parole, solo quando ci conosciamo a fondo, capiamo quale aspetto di noi possiamo potenziare. Dobbiamo anche essere consapevoli dei nostri punti di forza e della magia che attrae e attira gli sguardi degli altri su di noi. Infine, c’è un’altra cosa importante da ricordare: una volta stabilita l’attrazione, bisogna mantenerla. Quindi, cari lettori, se coltiverete la fiducia in voi stessi, senza dubbio avrete rapporti di amicizia, di coppia o di lavoro duraturi e proficui.





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giovedì 14 settembre 2017

Scegli il MANDALA che più ti piace e SCOPRI i tratti segreti della tua personalità

I Mandala hanno forme e colori diversi e ognuno ha un suo particolare significato. 


Nell’immagine sottostante sono presenti 20 Mandala, lasciati guidare dall’istinto e scegli quello che più ti attrae in questo preciso momento. Leggi poi il significato del tuo simbolo, può rivelarti cose che non sapevi riguardo la tua personalità o darti utili consigli.





Numero 1

Questo Mandala rappresenta l’armonia, l’equilibrio, lo yin e lo yang. Se hai scelto questo simbolo significa che sei alla ricerca di pace, sia per la mente che per il corpo. Cerca di trasformare i pensieri negativi in positivi e non lasciarti influenzare dalle persone che ti circondano.

Numero 2

Questo Mandala rappresenta la guarigione. Se hai scelto questo disegno significa che devi concentrarti meno sull’obiettivo finale e fare più attenzione ad accettare la tua situazione attuale così com’è. Goditi il viaggio senza pensare alla meta.

Numero 3

Questa figura rappresenta l’intuizione. Se ti senti attratto da questo Mandala significa che la tua anima ha bisogno di più fiducia in te stesso e apertura al mondo intorno a te. Il triangolo nel cerchio rappresenta la trilogia di mente, corpo e spirito; mentre i vortici intorno sono simbolo di un’esplosiva creatività.

Numero 4

Le sfere in allineamento nel cerchio rappresentano la sinergia tra gli elementi della tua vita. Infatti questo Mandala ti costringe a riflettere sulla vita: sei felice in questo momento? Se la risposta è no, cosa potresti fare per diventarlo? Concentrati sul te stesso del futuro e sui tuoi obiettivi.

Numero 5

Questo è il Mandala del perdono ed è governato dall’elemento dell’acqua. Se hai scelto questo disegno significa che devi perdonare qualcuno intorno a te oppure devi semplicemente perdonare te stesso.

Numero 6

Questo Mandala rappresenta la comunicazione e quindi ti invita a concentrarti sulla parola, sull’ascolto, sulle cose dette e su quelle non dette. Impara ad ascoltare chi ti sta intorno, sia le parole che i silenzi. Impara a stabilire un dialogo basato sulle emozioni.

Numero 7

Questo Mandala è formato da esplosioni di energia all’interno che rappresentano la fantasia e la creatività. La scelta di questa figura significa che in questo periodo sei preoccupato e molto ansioso. Lascia andare le paure, libera la mente, cerca di ritornare a uno stato di fantasia infantile.

Numero 8

Questo è il Mandala dell’Amore. Le frecce puntano verso il centro per simboleggiare la messa a fuoco e l’armonia. Questa immagine ti invita a concentrarti sull’amore nella tua vita: ama chi ti circonda, ma soprattutto ama te stesso.

Numero 9

Questo è il Mandala della compassione ed è governato dall’elemento dell’aria. Nel buddhismo, la compassione è il vissuto del desiderio del bene nei confronti di ogni essere senziente. Se attualmente nella tua vita c’è qualche problema irrisolto o conflitto con qualche persona, allora è il momento di risolverlo mostrando un po’ di compassione.

Numero 10

Questo è il Mandala che rappresenta la forza ed è fondato sull’elemento dell’aria. Se sei stato attratto da questa figura ciò che devi fare è credere più in te stesso e sviluppare un maggiore senso di coraggio.




Numero 11

Questo è il Mandala dell’ispirazione. Cerca l’ispirazione e la bellezza intorno a te: cercale nelle piccole gioie quotidiane e non negli oggetti materiali.

Numero 12

Questo Mandala rappresenta la protezione ed è un simbolo che rappresenta il cuore. Se hai scelto questa figura significa che sei determinato e tendi a farti riconoscere tra i tuoi concorrenti. In ambito lavorativo hai sempre successo. Cerca di mantenere la posizione in cui sei arrivato.

Numero 13

Questa immagine rappresenta la fiducia ed è governata dall’elemento del fuoco (all’interno di ogni cupola è infatti presente una scintilla). È un Mandala forte ed energico, proprio come la tua personalità. Sei il capo di te stesso.

Numero 14

Questo Mandala rappresenta la capacità di mantenere la concentrazione qualsiasi sia il compito che stai svolgendo. Se hai scelto questo simbolo probabilmente hai bisogno di agire e iniziare a realizzare alcuni dei tuoi obiettivi. Trova un input per cominciare e smetti di procrastinare.

Numero 15

Questo è il Mandala della trasformazione e se l’hai scelto significa che hai voglia di cambiamenti nella vita. È giunto il momento di cambiare te stesso e fare ciò che ti rende davvero felice. È con il nostro modo di pensare e con i nostri atteggiamenti che ci costruiamo la felicità o l’infelicità.

Numero 16

Questo Mandala è governato dall’elemento del fuoco e rappresenta l’opportunità, l’ottimismo e la determinazione. Il simbolo indica di cogliere le opportunità che la vita ti pone davanti e di sfruttarle al massimo. È un invito a godere di ciò che offre il presente, cogliendone le occasioni. Carpe diem.

Numero 17

Questo Mandala rappresenta la creatività ed è governato dall’elemento della terra. L’invito è quello di essere più creativo, di non pensare sempre per schemi e regole definite. Sentiti libero di fare ciò che credi sia meglio per te stesso, esprimi le tue passioni, libera la fantasia.

Numero 18

Questo è il Mandala della gratitudine e della gentilezza. Cerca di mantenere buone relazioni con chi ti sta intorno, sii più amabile e gentile. Perdona, ama di più. A volte anche un semplice abbraccio alla persona che ami può migliorare la giornata.

Numero 19

Questo è il simbolo dell’istinto ed è dominato dall’elemento della terra. Ti  ricorda di avere fiducia in te stesso e di essere più invulnerabile. Sii forte e resistente, non ti far abbattere dai problemi: anche le brutte giornate finiscono.

Numero 20

Questo è il Mandala della connessione: significa che hai bisogno di connetterti di più alle persone che hai intorno. Inoltre, questo simbolo valorizza il collegamento che abbiamo l’un l’altro e il modo in cui questo ci spinge al raggiungimento di obiettivi comuni. Perché, ricorda, correndo da soli si arriva primi, ma camminando insieme si arriva lontano.




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STUDIO: guarda la tua POSTURA. Ecco il legame tra MENTE-CORPO

La postura che adottiamo pensando è in grado di influenzare la nostra mente e la visione del nostro futuro.


E’ assodato quanto il corpo venga influenzato dalla nostra mente a dai nostri pensieri che spesso si traducono in atteggiamenti posturali sbagliati. 


Da un lato è la dimostrazione di una forte correlazione tra corpo e psiche, dall’altro questo concetto si rivela in qualche modo sorprendente. La postura corretta prevede una condizione di simmetria del corpo sia statica che dinamica, corrispondente alla situazione ideale che permette il benessere.

Lo squilibrio del sistema posturale provoca delle sollecitazioni anormali sulle strutture anatomiche con conseguente patologia dolorosa, degenerativa e infiammatoria. Uno squilibrio posturale inoltre provoca con il trascorrere del tempo nella persona un comportamento ansioso a volte depressivo, in quanto la struttura del corpo si avvia lentamente ad un atteggiamento di chiusura sia fisica che mentale.

Se pensiamo quindi al futuro stando seduti con la schiena dritta, avremo di sicuro una visione molto più ottimistica di ciò che ci aspetta. Alcuni anni fa la relazione tra mente e corpo era vista con grande scetticismo dalla medicina ufficiale. Oggi sappiamo con certezza che una postura disarmonica può essere correlata ad una ampia gamma di disturbi di varia gravità. 

Tutto ciò è stato provato scientificamente da uno studio di Richard Petty, professore di Psicologia presso la Ohio State University, che ha coinvolto in un esperimento 71 studenti. Questi ultimi dovevano immaginare il loro futuro lavorativo e dovevano scrivere a questo proposito tre pensieri positivi e tre negativi, assumendo una posizione da seduti con la schiena dritta o ricurva.

Ne è emerso che coloro che tenevano la schiena dritta avevano pensieri più positivi rispetto agli altri. La nostra mente è influenzata dalla posizione del corpo e a sua volta questo meccanismo determina anche il modo in cui gli altri ci considerano in base ad un processo di reciproche influenze.

Si è dunque dimostrato come le due entità, mente e corpo, siano in continua e stretta interazione tra loro. La mente influenza il corpo, ma è vero anche il percorso inverso e tutto questo in virtù di complessi meccanismi ormonali e nervosi. Queste osservazioni dovrebbero incoraggiare soprattutto gli individui più insicuri, che, pensando ad un miglioramento e ad un rafforzamento della propria personalità, dovrebbero prendere in seria considerazione anche un eventuale cambiamento da apportare alla posture assunte, per dare impulso anche ai loro pensieri. Da ciò potrebbero infatti trarre quella forza di cui spesso si sentono privi. La postura è l’emozione che prende forma nello spazio



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Corpo, cervello ed emozioni lavorano in continua sintonia e sinergia, sia strutturale che chimica.

Non dimentichiamo mai che il nostro cervello è il massimo contenitore di ciò che proviamo e sentiamo. La migliore conservazione del nostro organismo avviene se la nostra mente lavora in sinergia con le nostre emozioni e sensazioni
Il nostro cervello continuamente riceve informazioni dall’esterno e accresce le stesse all’interno delle sue funzioni.

La connessione corpo-mente-emozioni quindi è il modo in cui il nostro corpo si dispone nell’ambiente circostante in base ai sentimenti, alle situazioni. Questa capacità espressiva si chiama POSTURA. 

Essa ci dice molto del nostro stato interiore, della nostra salute. Muovere correttamente e armonicamente il nostro corpo può diventare una tecnica motivazionale. Diventando più consapevoli della propria postura e dei significati personali che può avere quel dato atteggiamento, e scegliendo consapevolmente in quale direzione andare, si può deliberatamente influenzare il pensiero e le emozioni.




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lunedì 11 settembre 2017

DONNE, PIANTE E CULTURE


di Kathleen Harrison

Ho lavorato per molti anni studiando le piante medicinali e le popolazioni che ne fanno uso. Vent’anni fa ho trascorso un lungo periodo nella foresta amazzonica peruviana lavorando con guaritori che usavano una moltitudine di piante dalle più leggere alle più potenti. Successivamente tornai alla mia vita in California, realizzai molti altri progetti botanici e crebbi i miei figli. Fu soltanto quando tornai nuovamente in Amazzonia nel 1993 che compresi a pieno cosa si intende per “spirito della pianta”. Divenne qualcosa di reale che entrò dentro la mia pelle e cambiò radicalmente la mia vita. 

Da allora, ho lavorato per un paio di anni con gli Indiani Maztechi sulle montagne di Oxaca in Messico e ho imparato molte cose sulla relazione tra natura e piante degli indigeni nativi della California.

Vedo straordinarie analogie nelle varie società basate sulla natura, in cui ogni cosa è vista come animata e ogni specie è un essere vivente. Penso che anche noi dovremmo sviluppare una percezione di questa realtà nascosta in modo tale da rendere le medicine che coltiviamo o che ci vengono date o che compriamo, più potenti e più efficaci. La nostra cultura è estremamente riduzionista e materialista; abbiamo veramente bisogno di ispirarci a modelli che ci possono aiutare a comprendere lo spirito della natura e lo spirito della medicina. 

La parola “spirito” viene dal latino e significa “respiro”, quindi quello di cui stiamo parlando quando diciamo che una pianta o una specie ha uno spirito è che raccoglie energia dall’universo e la esprime in una determinata forma. 

Una nozione antica in molte culture indigene in tutto il mondo è che sulla Terra c’erano degli esseri primordiali prima che noi arrivassimo. Essi interagirono, ebbero relazioni d’amore, conflitti, scambi di ogni sorta, e ognuno di questi esseri divenne una specie vegetale. In base a queste storie sulla creazione, noi umani, anche se possiamo sembrare complessi e differenziati, siamo un solo essere, e tutte specie botaniche che usiamo in medicina sono un solo essere. 

Ho imparato dai miei amici nativi a parlare con gli spiriti delle piante.



Quando sei interessato a una pianta, sia che la coltivi nel tuo giardino o la cerchi nella foresta, impari a parlarci come se fosse un essere, che nei sui geni e nella sua forma porta una costellazione di qualità e modi di interagire con noi, con cui dovremmo parlare. Conoscerle è una cosa, ma è parlarci e ascoltarle quello che fa veramente funzionare la medicina, perché in questo modo diventa una relazione. Questo è il motivo per cui in molte parti del mondo è la donna che conserva la conoscenza delle piante. Le donne sono brave nelle relazioni. Analogamente a tutti i mammiferi femminili, e in particolare ai primati, uno dei nostri ruoli è di nutrire la vita, di essere un veicolo della vita. 

Siamo esseri che donano attenzione. Quando i bambini vengono al mondo attraverso di noi, non sono ovviamente in grado di sopravvivere nel mondo per conto loro. In alcune specie lo sono, ma non in quella dei mammiferi, quindi è necessario che noi gli diamo profonda attenzione e osserviamo le loro necessità in un modo che va bel oltre il livello verbale, così da aiutarli a sopravvivere e a crescere. Noi donne dobbiamo essere in grado, a tutti i livelli, di sentire le necessità degli esseri intorno a noi a usare tutti i nostri sensi per prenderci cura dei piccoli.

Queste capacità valgono anche nella raccolta delle piante. Possiamo guardare indietro nella storia degli ominidi e vedere che siamo sopravvissuti usando i nostri sensi del tatto, dell’odorato, della vista così da distinguere chiaramente tra una pianta e l’altra, tra tutte le diverse forme attraverso cui gli elementi si presentano a noi. Furono principalmente le donne che perfezionarono queste abilità.


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Penso che sia molto importate per noi donne riconoscere che siamo diventate molto abili nel dare attenzione al mondo naturale; queste capacità ci permettono di far intervenire la natura attraverso di noi. Il linguaggio stesso può essere un ostacolo in questa ricerca, come una sorta di schermo dietro
cui rimaniamo intrappolati, separandoci dalla realtà che sta dietro. Io amo le parole, ma la nostra cultura ci ha portato la convinzione che ci sia una realtà oggettiva, che noi in quanto individui abbiamo una nostra soggettività, ma che ci sia un’oggettività che la vince. E’ importante ricordare che questa stessa oggettività è in realtà una costruzione culturale. Penso che le donne siano spesso più disposte a fidarsi delle loro esperienze soggettive, dei loro sogni, delle loro intuizioni, e di conseguenza più in grado di sviluppare una relazione con il mondo delle piante. Quello che sto vedendo mi incoraggia molto. 

Mi è capitato di partecipare a delle conferenze sulle piante alla California School of Herbal Studies in questi ultimi anni, e molte delle persone che sono venute erano giovani donne; circa tre quarti di loro studiavano per diventare erboriste o sentivano in qualche modo il richiamo delle piante. 

Queste giovani donne che studiano erboristeria e etnobotanica mi riempiono il cuore di gioia. La mia generazione ha dovuto lavorare molto semplicemente per iniziare a fidarsi dei propri istinti, a conoscere la natura, a riscoprire che anche le nostre radici vengono dalla terra.

Una cosa di cui mi sono accorta durante i miei viaggi studiando le popolazioni e la loro relazione con la natura è che le piante hanno l’abilità di trasmettere energia. Le piante trasformano la terra, l’acqua, la luce creando in questo modo i loro corpi. Le piante sono manifestazioni di queste forze intrecciate tra di loro, e noi umani siamo legati a loro dall’inizio della nostra evoluzione. 

Il mondo delle piante, se siamo in grado di ascoltarlo, ci parla costantemente attraverso un sussurro. Mi sono chiesta che cos’è che vale di più per le persone nella nostra cultura e penso che la risposta sia il tempo. Se vogliamo conoscere una pianta e se vogliamo chiedergli qualcosa, possiamo iniziare offrendogli il nostro tempo, standogli seduti vicino, coltivandola. Ma anche se l’abbiamo semplicemente comprata, potete cercare di comprendere il suo mondo. 
Quando usiamo una pianta, comunichiamo con l’intera catena di esperienze che quella specie ha attraversato durante la sua evoluzione.

Ho conosciuto popolazioni che usano piante sacre in Messico, Ecuador e Perù e ho imparato la loro mitologia e le loro cerimonie. Queste tradizioni e queste piante sacre devono essere trattate con rispetto. La nostra cultura ha ancora una strana relazione con le piante. 

Per esempio, è interessante notare che finalmente dopo un lungo periodo di demonizzazione è stato riaperto un dialogo sulla cannabis, tanto da poterne parlare di nuovo come di una medicina, ovvero quello che è stata per migliaia di anni per moltissime popolazioni. Se usata con gratitudine e con consapevolezza, può essere una medicina da molti punti di vista. E’ una nostra alleata in molti modi. Ho osservato che le culture oscillano ciclicamente dal rifiuto totale all’apprezzamento delle piante che hanno un potere e che la paura si trasforma in gratitudine


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Adesso ad esempio siamo in un periodo di grande denuncia verso il tabacco ed è che veramente difficile parlare delle sue proprietà sacramentali. Una pianta in se stessa non è né buona né cattiva. Il suo effetto dipende da come la usiamo e da quanto siamo consapevoli, e questo vale per tutte le medicine

Un uso inconsapevole può essere dannoso mentre un uso consapevole significa farne una medicina. Il cioccolato è un’altra affascinante pianta psicoattiva
In Messico gusci di cioccolata vengono riempiti di fagioli e usati come offerte. Altre piante vengono bruciate come incenso o semplicemente lasciate in posti sacri dove l’acqua sgorga fuori dal terreno. Di solito non si portano fiori o cose dall’aspetto spettacolare ma doni molto semplici. La natura viene offerta alla natura perché in questo modo si dimostra che l’essenza della reciprocità è stata compresa. 

Non si prende niente senza dare qualcosa in cambio, e si è sempre grati per quello che si riceve. Questa è medicina.




Traduzione a cura di Jonas Di Gregorio
Fonte: Visionary Plant Consciousness: The Shamanic Teachings of the Plant World



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mercoledì 6 settembre 2017

Ecco 9 TIPI di INTELLIGENZA: in quale vi rispecchiate di più?

La teoria delle intelligenze multiple


L'efficacia del test tradizionale di misurazione del QI è stata con il tempo fortemente ridimensionata. Lo psicologo statunitense Howard Gardner distingue ben 9 tipi fondamentali di intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l'intelligenza logico-matematica (l'unica su cui era basato l'originale test di misurazione del QI). 


Ecco, qui di seguito, i 9 macro-gruppi intellettivi:


  • Intelligenza Linguistica: è l'intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Propria dei linguisti e degli scrittori.


  • Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l'emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l'intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. Comune nei matematici, e in generale in chi si occupa della scienza o delle sue modalità applicative (ingegneria, tecnologia etc.)


  • Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell' intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.


  • Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini.


  • Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell'emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l'altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l'uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.


  • Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.


  • Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. E' considerata da Gardner una "fase" speculare dell' intelligenza interpersonale, laddove quest' ultima rappresenta la fase estrospettiva.


  • Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora "primitivo", come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell' ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli.


  • Intelligenza Esistenziale o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell'universo e la coscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente. Questo tipo di intelligenza è maggiormente posseduta dai filosofi, e in una certa misura dai fisici.

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Sebbene queste capacità siano più o meno innate negli individui, non sono statiche e possono essere sviluppate mediante l'esercizio. Inoltre, esse possono anche "decadere" con il tempo. Lo stesso Gardner ha poi menzionato il fatto che classificare tutte le manifestazioni dell'intelligenza umana sarebbe un compito troppo complesso, dal momento che ogni macro-gruppo contiene vari sottotipi.







FONTE

lunedì 4 settembre 2017

Quali sono gli 8 SCHEMI EMOTIVI disturbano la PACE INTERIORE?

Quali sono gli 8 esempi di comportamenti autolesionisti?  


Qui di seguito alcuni consigli per poter riprendere il controllo nella tua vita e ritrovare finalmente la pace interioreEccoli!


1) Non sapere perdonare gli altri

Quando nutriamo del risentimento verso gli altri, solitamente è perché una persona ci ha feriti o ha tradito la nostra fiducia. Chi non ha mai provato questo sentimento non può capire quanto ci si senta male e quanti pensieri negativi tutto ciò portino nella mente.
Proprio per questo motivo il perdono è essenziale prima di tutto verso noi stessi.
Se riusciamo a prendere consapevolezza ed essere più obbiettivi,  possiamo renderci conto che chi ci ha feriti non ha avuto la forza e la saggezza per comportarsi meglio. Quindi si può perdonare,  specialmente per non continuare a farci del mal inutilmente,  cosa che ci porta a mancare di rispetto verso noi stessi, come hanno fatto gli altri.



2) Sentirsi tormentati e frustrati per cose di piccolo conto

Sentirsi così vuol dire che siamo tristi, insoddisfatti…  Potremmo provare rabbia o delusione per qualcosa che fa parte del nostro passato e che ancora,  non abbiamo lasciato andare.
Dobbiamo ricordarci che la vita non dura in eterno, almeno questa. Sappi che è dolorosamente autodistruttivo essere costantemente irritati. Tutto questo non altro che stressarci specialmente se si pensa che realmente lo stress può uccidere.
Essere sempre irritati è una manifestazione di emozioni che non sono state risolte e  che finiscono per influenzare anche le persone che ci stanno vicino.  Se torniamo nel tempo presente,  siamo in grado improvvisamente di affrontare meglio tutto quello che ci accade, che sia esso positivo o negativo.

3) Tristezza/depressione

A volte succede di sentirsi tristi. La cosa può diventare grave quando la tristezza è una costante, oppure siamo facili prede di questa emozione.
Avere poca autostima o negatività,  può portare alla depressione. Ciò viene rappresentato da uno squilibrio chimico. La depressione deriva anche dal modo in cui affrontiamo il nostro passato e il nostro presente, dalla nostra impossibilità ad accettare quello che è. I farmaci non possono assolutamente aiutarci in questo: Questo è il motivo per cui da soli non sono efficaci e non portano ad una soluzione concreta.


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4) Ansia

Preoccuparsi è uno degli stati più disfunzionali  e più comuni al giorno d’oggi.  Si tratta nella maggioranza dei casi di un atteggiamento che abbiamo appreso nella tenera età.  I nostri genitori e una società consumata dalla paura ci hanno insegnato a preoccuparci per tutto, per il nostro futuro, per i nostri figli, per la salute, ecc…  Tutto questo è decisamente antiproducente, per noi e per le persone che ci stanno vicino.

5) Giudicare in modo negativo gli altri

Quando si giudicano negativamente gli altri, di solito lo si fa attraverso il confronto con noi stessi.
Dare effettivamente dei giudizi realistici, implica il fatto di abbracciare delle situazioni o delle persone nella loro totalità, riconoscendo l’umanità negli altri, anche quando non si comportano in un modo che condividiamo.
Valutare e giudicare sono cose difficili. Per poter superare tutto questo, dovremmo sempre prendere il meglio da ogni situazione.

6) Gelosia

La gelosia e l’invidia hanno la capacità di portare a gravissime disfunzioni mentali.
Ogni volta che sentiamo un sentimento di gelosia, stiamo  ponendo i nostri obiettivi in un luogo che non ci appartiene. Siamo noi gli unici che possiamo correggerci. La cosa che dobbiamo fare è porre la nostra attenzione su quelle aree dove abbiamo bisogno di evolvere nella nostra vita e non su quella degli altri.
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7) Senso di colpa

Il senso di colpa per qualcosa  che stiamo vivendo, o che riguarda un errore del passato, è uno stato d’animo estremamente negativo. Per sciogliere il senso di colpa, bisogna imparare dai nostri errori, anziché sprofondare nella vergogna e nel rammarico.
Imparare a perdonare se stessi è la chiave per andare avanti nel nostro percorso di vita.

8) Offendersi

Offendersi di tanto in tanto è più che naturale, ma alcune persone sembrano essere assuefatte all’offesa.
Possiamo scegliere: o ci offendiamo, oppure ci rendiamo conto che ciò che una persona ha detto o fatto è il riflesso di quello che vede in noi di se stesso, oppure di una sua mancanza di empatia.
Se diamo troppo peso ai comportamenti degli altri,  finiremo per soffrire: ci saranno sempre persone capaci di ferirci. Oltretutto,  non bisogna mai dare la colpa agli altri per come ci sentiamo. Questo ci rende deboli, ci toglie energia. Noi possediamo il potere della nostra vita. Se ci prendiamo la responsabilità di come pensiamo, di come ci sentiamo e di come agiamo, diveniamo forti e diventiamo finalmente persone libere, liberandoci da tutti quegli schemi emotivi che ci feriscono.




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Ecco dove sono i 7 CENTRI ENERGETICI ed EMOZIONALI nel CORPO

Comprendere il nostro corpo tramite le emozioni che proviamo


Molto spesso ci capita di provare delle sensazioni nel corpo, ma non riusciamo a dargli con precisione una causa. Allora ci interroghiamo e non sempre troviamo la risposta. Di solito ci si rivolge ad un medico che ci possa aiutare a fare chiarezza, può succedere che siano le risposte del nostro corpo causati da eccessivi sforzi fisici oppure un disturbo causato da qualcosa che abbiamo mangiato, ma la causa principale arriva dal nostro stato d’animo e dalle nostre emozioni che vengono tradotte in sintomatologia fisica.

Noi siamo energia, questa non è solo una supposizione spirituale,  ma ormai è stato provato anche dalla fisica quantistica. Sono gli impulsi elettrici che regolano il nostro corpo e che lo attraversano donando energia che fluisce. 

Questa è la premessa della teoria dei meridiani e dell'agopuntura su cui è basata la tradizione orientale. Quindi, se siamo fatti di energia e abbiamo la necessità che questa fluisca regolarmente nel nostro corpo, per mantenere la nostra salute è possibile anche che possano crearsi dei blocchi, che danno luogo ai sintomi fisici.

Ecco come l’energia, le esperienze, le emozioni e le credenze possono essere assorbite all’interno del corpo. Per quanto ci possa sembrare strano si tratta di un concetto davvero molto semplice, non appena comprendiamo che i nostri pensieri, il nostro corpo, le emozioni e i sentimenti sono tutti connessi all’energia. Per questo motivo risulta molto utile prestare attenzione a quella che potrebbe essere l’origine di un disturbo. Impariamo ad esplorare le nostre emozioni e andare a fondo, così potremmo risolverle.


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- Area della Gola

Problemi ad esprimersi, mancanza di fiducia, incapacità ad esprimere i propri sentimenti, mancanza di nutrimento.


- Area del Carico (spalle)

Oneri e responsabilità, portare pesi troppo pesanti, sensazione di avere il peso del mondo sulle spalle.

- Centro del Cuore

Dolore e tristezza, vuoto nel cuore, mancanza di amore solitudine, disillusione, senso di impotenza, imbarazzo, vergogna, umiliazione, sentimenti repressi, delusione, memorie ataviche o genetiche, crudeltà, miseria.

Centro della Paura (torace)

Paure e fobia, perdita di controllo, paura di perdere il controllo, cessione del proprio potere a terzi, relazioni.

Centro della Rabbia (fegato)

Rabbia e collera, rabbia verso altri, rabbia verso sé stessi, gelosia, risentimento.

Centro della Vergogna (milza)

Vergogna e sensi di colpa, non accettazione, autocritica, sensazione di non meritare nulla di positivo, incapacità di accettare e ricevere.

Centro del Passato (intestino,stomaco, apparato digerente)

Problemi sessuali e familiari, condizionamenti infantili, violazione del corpo o dello spazio personale, qualcosa che abbiamo subito, qualcosa che ci è stato sottratto senza permesso, molestie, abuso, stupro, impotenza, frigidità.

Area del Supporto (a destra)

Mancanza di supporto finanziario

Area del Supporto (a sinistra)

Mancanza di supporto emotivo

Centro della Sopravvivenza (apparato genitale)


Paura di non farcela, violazioni relative alla sopravvivenza (incidente, abuso, violenza, stupro), impotenza e frigidità, primo anno di vita.

Centro del Rifiuto (lato bacino dx)

Abbandono, critica, giudizio da parte degli altri, rifiuto di sé stessi, abbandono, pena nel cuore.

Centro del Tradimento (lato bacino sx)

tradimento da parte di qualcuno in cui si riponeva fiducia
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Quando ci capiterà di avere un dolore in un’area particolare, possiamo ritagliarci un momento per riflettere su una possibile correlazione interiore che lo abbia scatenato. Ovvio è che nel momento in cui il disturbo persista, si consiglia di rivolgersi ad un professionista per poter capire anche la componente fisica, ma non c’è alcun dubbio che il lato emotivo e spirituale della nostra salute ha la sua importanza. Viene dimenticato solo quando si sceglie di evitare qualsiasi tipo di sviluppo personale, per far si che si favorisca una soluzione più rapida.
Continuando a mantenere un approccio semplice, è possibile domandarsi che cosa proviamo in un’area specifica del corpo. La prima cosa che dobbiamo fare è quella di evitare qualsiasi paura e limite si possa avere nell’andare a fondo di un sentimento; in seguito, cerchiamo di mantenerci aperti e onesti con noi stessi. Magari ci può aiutare consultarci con qualcuno che sia in grado di osservare tutto con maggiore obiettività. Allo stesso modo, è importante essere noi stessi senza indossare nessuna maschera.

Quando cominciamo ad analizzare una sensazione che proviamo in una specifica area del corpo, proviamo a chiderci come è iniziata, perché la percepiamo e infine accettarla per quello che è. Dopo aver accettato quel sentimento, dobbiamo essere consapevoli del fatto che essa stessa fa parte di una esperienza attraverso la quale possiamo crescere e che ci offre finalmente l’opportunità di andare oltre.

Una volta che diveniamo consapevoli dell’origine di una sensazione, abbiamo già compiuto un grande passo in avanti. Il problema scemerà e potremo scegliere come osservare  e affrontare, quello che ha provocato quel blocco.

Ricordiamoci che il nostro corpo può essere un ottimo strumento per mostrarci quello che stiamo trattenendo a livello emotivo, energetico e spirituale. Con una mente aperta, onestà verso noi stessi e riflessione, è possibile arrivare all’origine del problema, scioglierlo e lasciarselo dietro di sè.



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